Cartellate, un Natale di Tradizione e Bontà

Cartellate di Natale con Vincotto

Cartellate, un Natale di tradizione e bontà made in Puglia.

Tradizione e bontà sono i valori a cui ci ispiriamo ogni giorno dal 1891 nella cura quotidiana dei nostri ulivi e nell’estrazione di un olio extravergine d’oliva di eccellenza.

Cosa c’è di più buono e tradizionale in Puglia delle Cartellate a Natale? Per questo abbiamo deciso di aprire il ricettario della nonna e di pubblicarne la ricetta, offrendovi qualche dritta su come gustarle al meglio.

Per preparare l’impasto delle Cartellate bastano tre semplici ingredienti: la farina, l’olio rigorosamente extra vergine d’oliva e il vino bianco.

LE ORIGINI – L’etimologia della parola Cartellata è correlata con il nome carta e potrebbe derivare dall’onomatopeico “incartellare”, che in dialetto significa incartocciare, significato riferito alla forma tipica del dolce. La prima raffigurazione delle Cartellate è stata rinvenuta in una pittura rupestre risalente al IV secolo a.C. in cui viene rappresentata la preparazione di un dolce molto simile chiamato la lanxsatura.

Un dolce dalle origini antiche la cui forma sembra richiamare secondo la tradizione cristiana la corona di spine che avvolse la testa di Cristo o le fasce di stoffa della culla in cui riposava Gesù bambino. Il motivo arabesco fatto di intrecci e tagli a punta chiede molta dedizione e pazienza.

INGREDIENTI:

 

PREPARAZIONE:

Setacciate la farina e sistematela a fontana sul piano di lavoro, mettete ad intiepidire il vino bianco sul fornello e nel frattempo versate l’olio extravergine d’oliva al centro della fontana di farina, quando il vino bianco sarà tiepido (basta qualche minuto) aggiungetelo alla farina e all’olio e iniziate ad impastare. Mentre impastate versate il vino bianco rimasto e continuate fin quando non otterrete un panetto elastico, liscio ed omogeneo.

Lasciate riposare l’impasto coperto da un panno per circa mezzora. Recuperatelo, prelevatene un terzo per volta e appiattitelo prima di stenderlo con un tirapasta. Partite dallo spessore maggiore fino ad arrivare allo spessore di 2 mm circa. Con un tagliapasta con la rotella dentellata ricavate delle strisce larghe circa 3 cm e lunghe 50 cm.

Ora inizia la parte più delicata. Prendete adesso ciascuna striscia di pasta e andate a pizzicare i due lembi del lato corto tra di loro, sigillando con una pressione delle dita, per ottenere delle piccole rosette distanziate di circa 4 cm l’una dall’altra. Arrotolate le strisce su stesse e pizzicando la girandola per evitare che le cartellate si aprano durante la cottura.

Lasciate riposare le Cartellate per una notte intera e poi friggetele in abbondante olio di semi riscaldato.

Per finire riscaldate il vincotto, noi vi consigliamo quello di uva meno dolce della variante ai fichi, e immergete le vostre Cartellate. In alternativa al vincotto potete usare del buon miele.

CURIOSITÀ – nella vicina Altamura le Cartellate si gustano versandoci una dose extra di vincotto ben caldo e del pepe.

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